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Home - Mitologia Egizia - La piramide, scala verso il cielo

<< Il re non è morto, egli vive! >> Tali erano i geroglifici
magici scritti sui muri delle tombe nelle piramidi: ciò faceva parte
di un rito magico che garantiva una vita futura al faraone defunto.

L'egiziano costruiva la sua casa in legno o in mattoni d'argilla, perché;
non era necessario ch'essa durasse più di lui; ma, se possedeva i mezzi,
la sua tomba era in pietra perché potesse durare tutta l'eternità.


Inizialmente solo il faraone poteva divenire immortale poiché egli era
un dio che risaliva al cielo per raggiungere suo padre, il Sole; di qui la necessità
di costruirsi una tomba duratura: la piramide. Il ricco preparava il suo volo
celeste con una tomba, ma i poveri che non potevano costruirsi né piramidi
né tombe, non meritavano di andare verso il Sole; essi erano condannati
ad errare sulla terra, sotto il dominio del dio Osiride, era però consentito
loro di potersi riposare all'ombra degli alberi. In seguito, la vita ultraterrena
egiziana divenne un compromesso fra il mondo sotterraneo dei poveri e il cielo
dei faraoni e dei ricchi.

I faraoni edificarono le loro piramidi sulle rive occidentali del Nilo perché
fossero esposte al sole; infatti per gli Egiziani l'espressione << andare
a Ovest >> significava morire, e ancora ai nostri giorni si può
sentir pronunciare tale frase. Chiamavano l'Est << la terra di Dio >>,
poiché il sole nasce da quella parte; per essi il sole era il dio Râ
che percorreva il cielo. Siccome gli Egiziani viaggiavano sempre in battello,
era naturale che anche il Sole usasse il battello: di giorno la sua barca vagava
nel cielo in direzione dell'Ovest; di notte scendeva sulla terra e all'alba
riappariva all'Est.


Gli Egiziani spiegavano ancora in un altro modo il sorgere e il tramontare del
sole. Lo scarabeo verdastro, o coleottero del letame, è molto comune
in Egitto: depone le sue uova sopra un mucchio di letame poi, rinculando con
le zampe posteriori, le fa rotolare sino a quando esse non formino, mescolate
col letame, una piccola palla di 5 cm di diametro che nasconde poi sotto la
sabbia; le larve si nutrono con il letame e si schiudono. Gli Egiziani, ignorando
che era lo scarabeo a deporre le sue uova nel letame, credevano che i piccoli
di questo animale nascessero spontaneamente. Consideravano perciò il
sole come un'enorme palla che uno scarabeo gigante e invisibile spingesse attraverso
il cielo lasciandola cadere, la notte, in una buca nel deserto, da dove la mattina
seguente rinasceva.

Alcune immagini raffiguranti lo scarabeo erano scolpite sul basalto, sul diaspro
e altre pietre preziose; come il sole e la palla dello scarabeo, esse donavano
all'uomo il potere di rinascere dopo essere stato seppellito. Scarabei montati
su una catena erano appesi al collo dei morti; i vivi li portavano come spille
e anelli servendosene anche come sigillo.

Il sole in cielo e il sole in terra, ovverossia il faraone, erano entrambi sotterati
nel deserto dell'ovest. Anticamente i cadaveri erano vestiti con pelli di bestie
e calati nella fossa con tutto ciò di cui avrebbero potuto aver bisogno
nell'altro mondo: cibo, bevande ed attrezzi. Più tardi i corpi furono
avvolti in tela e la fossa divenne una camera con corridoio sotteraneo. Sulla
sommità si poneva una costruzione rettangolare, fatta di mattoni, dalle
pareti inclinate e dal tetto piatto; parzialmente ricoperta di sabbia, questa
tomba rassomigliava a un banco. Gli Arabi, in seguito, la chiamarono mastaba,
che nella loro lingua significa banco.


Poiché i faraoni divenivano sempr più ricchi e potenti, nell'altro
mondo portarono per il loro sostentamento quotidiano un'enorme quantità
di cibi e di oggetti. Fecero costruire sale sotterranee sempre più vaste
e, al disopra, massicce costruzioni in mattoni. È in quel periodo che
Imhotep, architetto del faraone Gioser, edificò una mastaba di
pietra, ma non essendo soddisfatto del suo lavoro, sovrappose successivamente
cinque strati di pietra dura sulla costruzione iniziale. La mastaba si
innalzava dal suolo per ben 68 m: la piramide era stata inventata.


Oggi questa piramide, chiamata la Piramide a Gradoni di Sakkarah s'innalza isolata
nel deserto. All'origine un muro lungo un chilometro e mezzo circondava detta
piramide, un tempio, una falsa tomba e alcune statue. Sotto la piramide, le
stanze non erano in mattoni, ma in duro granito rosa portato da Assuan. Un'apertura
era stata praticata nel tetto e il sarcofago del re, una bara di pietra contenente
altre bare di legno, era stato depositato nella stanza; una lastra di granito
chiudeva l'apertura.